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Dispositivi di attacco rapido delle macchine edili – una norma migliore per una maggiore sicurezza

Laddove si svolgano dei lavori con macchine edili vi è spesso bisogno di montare sul braccio prensile utensili via via diversi. I dispositivi di attacco rapido consentono all’operatore di procedere alla sostituzione senza lasciare la propria postazione. Nella pratica si verificano purtroppo molti infortuni gravi, se non addirittura mortali, provocati dalla caduta di utensili non correttamente bloccati sugli attacchi rapidi. La KAN contribuisce a un miglioramento delle norme rilevanti e a una progettazione più sicura dei dispositivi di attacco rapido.

I dispositivi di attacco rapido di tipo idraulico trovano impiego soprattutto sugli escavatori. Fissati al braccio di questi ultimi, permettono di montare in pochi secondi gli utensili di volta in volta necessari, p. es. il cucchiaio rovescio, lo scalpello o la pinza per il sollevamento di tubi. A tale scopo gli utensili vengono agganciati da un lato e bloccati dall’altro – per lo più mediante perni dei dispositivi di attacco rapido che si inseriscono in appositi fori o sotto un cilindro dell’utensile. Se questa procedura viene correttamente completata, l’utensile sarà saldamente fissato all’escavatore e potrà a questo punto essere utilizzato.

Uso scorretto – un problema prevedibile
La maggioranza dei sistemi prevede il bloccaggio sul lato non rivolto verso l’operatore. Quest’ultimo non ha quindi modo di vedere se i perni sono correttamente fuoriusciti, ossia se si sono inseriti o meno negli appositi fori. Alcuni sistemi sono dotati di una spina che, ubicata sul lato dell’operatore, indica i perni fuoriusciti. Altri si avvalgono di sensori che segnalano alla postazione dell'operatore se il bloccaggio è stato correttamente eseguito. L’errato bloccaggio dell’utensile non viene necessariamente rilevato immediatamente. Se p. es. i perni si limitano a fermare l’utensile senza però scattare correttamente in posizione, l'utensile potrà muoversi, ma sotto carico si allenterà finendo generalmente per cadere.

Nelle istruzioni per l’uso i fabbricanti raccomandano un metodo per testare il bloccaggio. È tuttavia prevedibile che, nella pratica, questo test venga spesso trascurato. Ciò è confermato dal numero degli infortuni: secondo i dati forniti dall’ente assicurativo industriale per gli infortuni sul lavoro nel settore edilizio (BG BAU) tra il 2010 e la metà del 2018 si sono verificati 8 infortuni mortali e 45 gravi, per lo più causati da un errato bloccaggio. Se ne evince che l'integrazione della componente umana e intenzionale nello schema di protezione non funziona. Ai sensi della Direttiva macchine europea, nel quadro dell'analisi del rischio si deve tener presente l’uso scorretto ragionevolmente prevedibile. In questo caso ciò non è avvenuto in misura sufficiente.

Nell’allegato B della norma armonizzata sulle macchine per movimenti di terra attualmente in vigore (EN 474-1:2006+A5:2018) sono fissati dei requisiti in materia di dispositivi di attacco rapido. Tali requisiti sono stati riveduti e a breve verranno rimpiazzati da un riferimento alla norma internazionale ISO 13031 “Quick couplers” [Attacchi rapidi]. Benché alcuni di essi siano stati sottoposti a miglioramenti, il test da parte dell'operatore rimane parte integrante dello schema di protezione.

La normazione deve muoversi
Gli enti di prevenzione e le autorità di sorveglianza del mercato di varie nazioni europee ritengono che lo stato dell'arte sia più avanzato di quanto illustrato nelle norme. Sul mercato si trovano dispositivi di attacco rapido che forniscono all’operatore informazioni concrete sullo stato di bloccaggio. Esistono inoltre soluzioni costruttive che, in caso di errato bloccaggio, riducono la probabilità che l’utensile cada. L’operatore ha la possibilità di riconoscere per tempo l’errore e rimediarvi.

Il gruppo di lavoro per le macchine per movimenti di terra del Coordinamento europeo delle autorità di sorveglianza del mercato nel settore macchine (AdCo) ha dunque formulato gli aspetti essenziali delle modifiche cui deve essere sottoposta la norma affinché i dispositivi di attacco rapido divengano più sicuri e conformi alla Direttiva macchine. Per motivi di tempo si predilige l'integrazione diretta nella norma europea.

Nel gruppo di normazione CEN è stato istituito un gruppo incaricato di discutere le perplessità del caso. Dopo alcuni incontri, tuttavia, i lavori sono stati interrotti in attesa degli esiti delle discussioni del gruppo di lavoro per le macchine della Commissione europea. Benché ciò comporti un rallentamento dei lavori dedicati a questo importante tema, è positivo che l’opinione degli Stati membri dell’UE possa confluire in modo così diretto nella nuova versione dei requisiti della norma. L’AdCo e il gruppo di lavoro per le macchine sono chiamati a discutere celermente le proposte avanzate per poi inoltrarle al CEN.

Il mercato nel suo complesso dovrebbe compiere anche degli sforzi per migliorare gli apparecchi già in uso. Ciò accrescerà da un ulteriore punto di vista la sicurezza del lavoro nei cantieri.

Dr. Michael Thierbach
thierbach@kan.de