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KANBrief 2/18

Un metodo di misurazione per le emissioni di utensili elettrici portatili

[Translate to Italienisch:] Fully automated test room© Serge Morillon/INRS

Le emissioni di polveri di legno o di quarzo generate dai nuovi utensili elettrici portatili vengono misurate secondo metodi di prova normati. Questi ultimi, tuttavia, presentano dei limiti e, di conseguenza, sono solo limitatamente ripetibili. L’Istituto francese per la prevenzione sul lavoro INRS propone un metodo di prova differente, che consente di classificare diverse macchine per una stessa procedura di lavoro in base all’entità delle emissioni di polvere.

Con il TC 116/WG 04, il Comitato europeo di normazione elettrotecnica (CENELEC) ha istituito un gruppo di lavoro che mette a punto norme specifiche di tipo C (serie di norme EN 50632) con metodi di misurazione delle emissioni di polveri di legno o quarzo generate da utensili elettrici portatili. In questo gruppo di normazione sono rappresentati in prevalenza fabbricanti di macchine (Bosch, Stanley Black+Decker, Hilti, Makita, Hitachi, Festool, Metabo, Fein, Varo, ecc.) nonché organismi di prova e certificazione (SGS, Intertek, VDE Testing ecc.). L’INRS aderisce a questo gruppo di lavoro per far confluire nelle attività dello stesso il suo know-how in fatto di misurazione di emissioni di polveri generate da macchine.

I metodi di misurazione riguardano le emissioni di polveri generate da macchine per la lavorazione del legno quali seghe circolari, utensili abrasivi, fresatrici verticali, piallatrici o seghetti alternativi e le emissioni di polveri di quarzo prodotte da trapani, utensili abrasivi o troncatrici a disco. Per ciascuna di queste macchine è stata definita una procedura di prova. Una sequenza di prova dura sempre almeno mezz’ora e, affinché alla fine si possa calcolare il valore medio della concentrazione di polveri, va ripetuta più volte.

La presenza dell’operatore addetto alla prova

Allo stato attuale queste prove vengono condotte da addetti che, per ciascun tipo di macchina, ripetono più volte determinate procedure di lavoro. La misurazione delle emissioni di polveri – che viene effettuata in due punti prestabiliti del corpo dell’operatore – ha luogo in una sala di prova non ventilata, come da EN 1093-91. In origine questa norma è stata elaborata per la misurazione della concentrazione di polveri in prossimità di macchine con dispositivi di aspirazione aventi un flusso volumetrico di oltre 500 m3/h.

In base a quanto prescritto dalla norma di prova, le misurazioni vengono svolte servendosi di utensili elettrici portatili allacciati a un dispositivo di aspirazione mobile che cattura la polvere. Nel corso delle sequenze di prova, tuttavia, il filtro e il sacco di raccolta vanno riempiendosi sempre più di polvere, cosicché il tasso di aspirazione nominale (che descrive lo stato del dispositivo di aspirazione nuovo) cambia. Anche se in realtà dovrebbe essere un importante indicatore dell’efficienza con cui vengono catturate le polveri in prossimità della macchina, detto tasso di aspirazione non è dunque né costante né controllabile durante la prova. In fase di funzionamento, inoltre, gli apparecchi di aspirazione mobili rilasciano aria di scarico nella sala di prova, ragion per cui la concentrazione misurata può variare. Va pertanto constatato che la misurazione effettuata sul corpo dell’operatore durante queste sequenze di prova non fa che fornire delle indicazioni generiche e non può assolutamente essere paragonata a una misurazione dell’esposizione. Non rivela inoltre nemmeno l’effettiva entità dell’emissione di polveri della macchina, visto che questa è influenzata dall’operatore (corporatura, postura, movimenti, ecc.). Questi aspetti specifici si ripercuotono sulle misurazioni della concentrazione di polveri e compromettono la ripetibilità delle prove.

Proposta dell’INRS circa una procedura differente

L’INRS propone di svolgere le prove secondo lo stesso metodo lasciando però che a eseguire le diverse procedure di lavoro sia un robot. Il ricorso a una cabina di prova interamente automatizzata comporta una migliore ripetibilità delle misurazioni e impedisce soprattutto che, durante l’esecuzione della prova, l‘operatore venga esposto a sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione. Vengono misurate solo le emissioni inquinanti2 effettivamente generate dalla macchina e il dispositivo per l’aspirazione di trucioli e polveri si trova al di fuori della sala di prova. Questo sistema di aspirazione viene calibrato in funzione della singola macchina, in modo che durante tutte le prove sia dato un flusso volumetrico di aspirazione noto e costante. Le misurazioni hanno luogo in una sala di prova ventilata, come da EN 1093-33.

Messo a punto per la misurazione delle emissioni inquinanti di macchine, questo metodo offre la possibilità di suddividere in classi macchine diverse per le medesime procedure di lavoro. L’INRS mette a frutto il suo know-how partecipando all’attività di normazione del TC 116/WG 04 così da far convergere questi due metodi di prova e far sì che in futuro le emissioni inquinanti di utensili elettrici portatili possano essere misurate in modo più sicuro e affidabile.

François-Xavier Keller
francois-xavier.keller@inrs.fr

1 EN 1093-9: “Sicurezza del macchinario – Valutazione dell’emissione di sostanze pericolose trasportate dall’aria – Parte 9: parametro di concentrazione dell’inquinante, metodo in sala
di prova”
2 Lo studio riguardava solo la polvere di legno.
3 EN 1093-3: “Sicurezza del macchinario – Valutazione dell’emissione di sostanze pericolose trasportate dall’aria – Parte 3: metodo di prova al banco per la misurazione della portata di emissione di uno specifico inquinante” 

Ulteriori informazioni sullo studio dell’INRS: www.inrs.fr/inrs/recherche/etudes-
publications-communications/doc/etude.html?refINRS=EL2012-018