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KANBrief 3/18

Per la prevenzione la normazione è e rimane irrinunciabile

Dr. Walter Eichendorf© W. DGUV

Dal 1998 il Dr. Walter Eichendorf è vicedirettore esecutivo dell’assicurazione tedesca obbligatoria contro gli infortuni nonché responsabile della VFA, associazione sostenitrice della KAN. Anche in quanto membro della presidenza del DIN da molti anni conosce a fondo il tema della normazione. Prima del pensionamento – previsto per l’autunno del 2018 – ci svela cosa si aspetta in futuro dalla normazione e perché quest’ultima è più importante che mai per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni.

Scadenze più brevi per quanto riguarda l’elaborazione, nuovi tipi di documenti, crescente digitalizzazione della normazione: la normazione classica è giunta al capolinea?
Sarà interessantissimo vedere come si realizzeranno le visioni del DIN per il futuro della digitalizzazione nella normazione: norme digitali leggibili a macchina dovranno poter essere integrate nei sistemi informatici dei fabbricanti e addirittura nei prodotti stessi – con update automatici quando la norma viene revisionata.

Nello stesso tempo il DIN incentiva le DIN SPEC (PAS) messe a punto con una procedura rapida e ormai disponibili persino a titolo gratuito. Per il DIN le SPEC devono essere fatte confluire in norme. Ma se in rete le imprese trovano la DIN SPEC (PAS) gratuita, perché mai dovrebbero acquistare la norma?

Perché la prevenzione nutre tante riserve rispetto alle DIN SPEC (PAS)?
Le DIN SPEC (PAS) non vengono elaborate in seno a gruppi di normazione secondo il principio del consenso. A definirne il contenuto sono unicamente coloro che siedono al tavolo dei lavori – e spesso tra questi non figurano importanti gruppi d’interessi come quello della prevenzione. Non è affatto previsto che le PAS trattino temi rilevanti per la prevenzione. Tuttavia non è ancora stato chiarito in via definitiva che cosa significhi esattamente “rilevante per la prevenzione”.

Il punto è se s’intende continuare a rifiutare per principio questo tipo di documento. Meglio sarebbe forse negoziare con il DIN delle condizioni grazie alle quali anche la prevenzione possa sfruttarne i vantaggi. Le norme arrivano sempre in ritardo e non fanno che riflettere una situazione già consolidata. Nel caso di temi legati alla prevenzione, come p. es. quello dei DPI intelligenti, le DIN SPEC (PAS) potrebbero persino tornare utili per trasporre più velocemente nella pratica idee innovative.

Da parte degli enti assicurativi contro gli infortuni vi è la tendenza a ritirarsi dalla normazione?
Garantendo mezzi di lavoro sicuri e ben progettati sotto il profilo ergonomico, la normazione è e rimane uno strumento centrale della prevenzione. Circa 600 persone facenti capo a enti assicurativi per gli infortuni sul lavoro e casse infortuni partecipano all’attività di normazione, e in molti casi occupano funzioni direttive in comitati europei o internazionali. Di primo acchito può sembrare moltissimo, ma se si pensa che delle 30 000 norme del patrimonio normativo tedesco quelle di rilievo per la prevenzione sono circa 7000, tutto si ridimensiona. Questo impegno va ulteriormente rafforzato. Per poter partecipare alla definizione dei contenuti delle norme, infatti, dobbiamo prendere attivamente parte ai lavori portati avanti a livello nazionale, europeo e internazionale.

Risorse limitate e impegno rafforzato – come conciliare le due cose?
Per sfruttare in modo intelligente le limitate risorse disponibili, il settore della prevenzione dovrebbe procedere in maniera strategica. Dobbiamo creare delle reti efficienti e stabilire di quali comitati si debba far parte in via prioritaria – a livello sia nazionale che europeo e internazionale. Nel caso delle questioni davvero importanti, a livello tedesco si può purtroppo ottenere ben poco.

Se intendiamo realizzare la visione zero, non dobbiamo perciò pensare in termini nazionali, bensì impegnarci ancor di più a livello europeo e internazionale. Per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, tra l’altro, la normazione svolge un effetto moltiplicatore. Una consulenza presso un’azienda serve solo a quest’ultima. Una norma, per contro, serve a molte centinaia, migliaia o addirittura centinaia di migliaia di aziende.

A fronte degli attuali sviluppi, come vede il futuro ruolo della KAN?
La normazione si occupa sempre più spesso di temi che, come quello dei servizi o della prevenzione sul lavoro aziendale, vanno oltre la classica sicurezza dei prodotti. La KAN ha tutte le carte in regola per assumere il ruolo di mediatore per quanto riguarda la normazione e occuparsi dei regolamenti subordinati alle leggi nel campo della prevenzione. Laddove in merito a temi innovativi si rendano necessarie delle regole, è bene che per prima cosa venga creata una base d’informazione con i gruppi interessati, ad es. sotto forma di workshop. Partendo da questa base diviene possibile chiarire quali aspetti vadano disciplinati e su che fronti. Disponendo di un’eccellente rete di contatti, la KAN è in grado di sondare il terreno in varie direzioni (enti statali, enti assicurativi contro gli infortuni, datori di lavoro e lavoratori). Al tempo stesso è un ente neutrale.