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KANBrief 2/13

Salvataggio di persone in serbatoi e spazi angusti: un problema sottovalutato

Per effettuare operazioni di manutenzione, riparazione e controllo i lavoratori devono spesso introdursi in serbatoi e spazi angusti. In molti casi, tuttavia, le aperture di cisterne, serbatoi a pressione, tombini o pale eoliche sono così piccole che, benché si riesca ad introdurvicisi, il recupero di feriti risulta difficoltoso se non impossibile. Per risolvere questo problema è chiamata in campo soprattutto la normazione.

Ove si lavori in serbatoi e spazi angusti soprattutto la carenza di ossigeno e l’esposizione acuta a sostanze pericolose rappresentano un pericolo molto maggiore rispetto a quello sussistente in luoghi di lavoro comuni. Poiché, tuttavia, in fatto di aperture di serbatoi alcune norme e specifiche (p. es. la DIN EN 12953 Caldaie a tubi da fumo, la DIN 28136 Rührbehälter [Miscelatori] e il promemoria AD 2000 A51 sulle aperture dei serbatoi a pressione) fissano delle dimensioni minime troppo ridotte. Le esercitazioni pratiche svolte hanno di fatto dimostrato che a fronte di aperture da 300 mm x 400 mm o 320 mm x 420 mm il salvataggio è impossibile! Per introdursi nel serbatoio occorre infilarsi in una botola passa uomo ovale (vedi immagine). Far passare una persona priva di sensi attraverso quest’ultima è però impossibile.

Anche la disposizione inclinata degli accessi comporta però dei problemi in fase di salvataggio. Una persona priva di sensi trattenuta dal sistema di salvataggio pende sempre verticalmente. Data la disposizione inclinata della botola passa uomo, la larghezza sfruttabile si riduce di molto. Ai fini di un miglior accesso e di un rapido salvataggio queste aperture dovrebbero perciò essere sempre disposte in senso orizzontale. Ove i dispositivi di salvataggio non possano essere ancorati al di sopra della botola passa uomo li si può fissare direttamente alla flangia dell’apertura di accesso. Anche questo è fattibile solo in caso di disposizione orizzontale.

Nel corpo di regole tedesco e, più specificamente, nella BGR 117, parte 1, Arbeiten in Behältern, Silos und engen Räumen [Lavori in serbatoi, silos e spazi angusti] vengono consigliate dimensioni minime sufficientemente grandi da consentire il salvataggio di persone. La grandezza raccomandata per le aperture dipende da vari fattori: ubicazione e raggiungibilità dell’apertura di accesso; spazio libero sopra, davanti o sotto l’apertura; utilizzo di dispositivi di protezione individuale (p. es. dispositivi di protezione respiratoria, DPI per il salvataggio, DPI contro le cadute); utilizzo di piattaforme di lavoro o dispositivi d’ingresso; spessore delle pareti o altezza dei raccordi.

Ai sensi della BGR 117-1 qualora il salvataggio rapido e delicato tramite la botola passa uomo non sia possibile il serbatoio va smembrato con speciali apparecchi appositamente approntati. Dato lo spessore delle pareti, nel caso dei serbatoi a pressione ciò è solo limitatamente possibile e comporterebbe la distruzione del serbatoio.

I problemi di soccorso non vengono riconosciuti in anticipo

Le raccomandazioni della BGR non sono rivolte ai fabbricanti e possono solo aiutare gli utilizzatori a scegliere il serbatoio da acquistare. In genere, tuttavia, gli utilizzatori prestano attenzione prevalentemente ai costi e alla realizzazione a norma. In questa fase non si rendono conto che, benché a norma, il serbatoio che acquistano potrà in futuro creare dei problemi.

Nel caso di caldaie a vapore e serbatoi a pressione prima della messa in funzione ha luogo una verifica. L’ente di sorveglianza autorizzato si accerta che siano state rispettate regole tecniche e norme svolgendo un controllo del serbatoio esclusivamente ai sensi del regolamento sulla sicurezza degli impianti. Capita così che, nel quadro di una regolare procedura, vengano periodicamente costruiti e approvati dei serbatoi che contravvengono alle regole degli enti assicurativi contro gli infortuni e comportano notevoli pericoli per chi lavora al loro interno.

Definizione, all’interno delle norme, di maggiori dimensioni per le aperture

In Germania sono attive approssimativamente 20 000 caldaie a tubi da fumo che ogni cinque anni vanno sottoposte a delle verifiche. In altre parole, ogni giorno sono in media 20 le persone che si introducono in caldaie senza che sia garantita la possibilità di salvataggio!

I moderni metodi di accesso e salvataggio impongono a chi elabora le norme come pure ai fabbricanti di rivedere il modo di concepire le aperture di accesso. Il comparto specialistico Serbatoi e Spazi Angusti del comitato settoriale Materie Prime e Industria Chimica della DGUV ha chiesto l’intervento della KAN per ottenere che nelle norme e nei promemoria AD 2000 in merito alle aperture di accesso vengano fissate delle dimensioni minime maggiori. Tramite apposite pubblicazioni s’intende inoltre sensibilizzare i futuri utilizzatori dei serbatoi nei confronti di questa tematica

Dipl.-Ing. Rainer Schubert
rainer.schubert@bgrci.de 

1 I promemoria AD 2000 sono messi a punto dalla Arbeitsgemeinschaft Druckbehälter [Gruppo di lavoro serbatoi a pressione] – o AD – e concretizzano tutti i principali requisiti di sicurezza della direttiva europea sulle attrezzature a pressione 97/ 23/CE,
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