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KANBrief 4/18

Effetti non visivi della luce: il settore della prevenzione sta facendo molto

Wecker mit Lichtquelle im Hintergrund© asiandelight - stock.adobe.com

Qualche anno fa nell’occhio umano è stato scoperto un tipo di recettore particolarmente sensibile alla radiazione blu della luce visibile. Non da ultimo attraverso tale recettore, la luce influisce per via non visiva sull’orologio interno, il ritmo biologico, il sonno, importanti funzioni corporee e il benessere dell’uomo.

Nel 2013 il DIN ha pubblicato anche per i luoghi di lavoro una specifica con dettagliate raccomandazioni di progettazione riguardanti gli effetti non visivi della luce. Poiché mancavano le conoscenze scientifiche necessarie ai fini di raccomandazioni d’utilizzo così dettagliate e il documento andava a tangere la prevenzione aziendale, la KAN aveva reagito con una presa di posizione contraria. Nello stesso tempo l’industria ha perfezionato i sistemi d’illuminazione del caso e largamente pubblicizzato i loro effetti sulla salute. Sul fronte pratico mancavano però informazioni circa opportunità e rischi insiti in tali sistemi d’illuminazione, come pure raccomandazioni d’utilizzo del settore della prevenzione. A offrire la giusta piattaforma per dibattiti costruttivi tra settore della prevenzione, scienza, associazioni dell’industria e parti sociali sono stati infine due workshop della KAN. Il risultato è stato l’avvio d'importanti attività anche da parte del settore della prevenzione.

Studio KAN sulle pubblicazioni esistenti
Nel quadro di uno studio sulle pubblicazioni esistenti la KAN ha fatto stilare per la prima volta appositamente per il settore della prevenzione un punto della situazione delle conoscenze scientifiche in materia di effetti non visivi della luce. Sulla scorta dei risultati ottenuti gli autori dello studio hanno formulato dei quesiti di ricerca rilevanti in termini di prevenzione, mentre la KAN ha espresso delle raccomandazioni rivolte p. es. alla DGUV e agli enti di ricerca.

Bollettino informativo della DGUV
Redatto dal comparto specialistico della DGUV competente in fatto d’illuminazione, il documento informativo DGUV 215-220 “Nichtvisuelle Wirkungen von Licht auf den Menschen” (9/2018) si basa sugli esiti dello studio KAN incentrato sulle pubblicazioni esistenti. Benché i dati sugli effetti non visivi della luce siano ancora lacunosi, era necessario informare imprese e lavoratori circa l’incidenza che tali effetti hanno sulla salute e iniziare a fornire raccomandazioni e ausili per l’uso della luce sul posto di lavoro. Ciò è importante soprattutto poiché, dato il loro buon bilancio energetico, tuttora i LED con uno spettro cromatico che presenta elevate componenti blu (bianco luce diurna) vengono installati in molti luoghi di lavoro. Se impiegati nel momento sbagliato, tuttavia, possono ripercuotersi negativamente sulla salute. Poiché gli effetti non visivi della luce sussistono a tutte le ore del giorno e della notte, il documento informativo della DGUV contiene cenni integrativi circa le ore precedenti e successive al lavoro nonché le giornate di riposo.

La ricerca va intensificandosi
A portare avanti la ricerca sulla luce per il settore della prevenzione sono l’Istituto per la prevenzione e la medicina del lavoro dell’assicurazione tedesca obbligatoria contro gli infortuni / Istituto dell’Università della Ruhr di Bochum (IPA) e l’Ente federale per la prevenzione e per la medicina del lavoro (BAuA). L’IPA indaga gli effetti esplicati dalla luce su ormoni, sonno e altri parametri durante il lavoro a turni nonché il ruolo potenzialmente svolto dalla melatonina – un ormone la cui produzione cala in caso di esposizione alla luce nelle ore notturne – rispetto all’insorgenza del cancro al seno. Tra i progetti di ricerca programmati dalla BAuA ve ne è uno riguardante l'influenza della luce sull'attenzione diurna in funzione della composizione spettrale della luce stessa e della durata dell'esposizione a quest'ultima.

La BAuA coordina inoltre il nuovo network scientifico europeo NoVEL (Non-Visual Effects of Light). Quest’ultimo ha lo scopo di rafforzare lo scambio di esperienze in merito agli effetti non visivi della luce e nel campo della ricerca circadiana, operare una concentrazione delle attività degli istituti ad esso facenti capo e portare avanti grandi progetti di ricerca congiunti.

Sguardo al futuro
Per il settore della prevenzione rimane ancora molto da fare. La KAN deve raffrontare la sua posizione con gli sviluppi innanzi citati. Il Comitato statale per i luoghi di lavoro sta discutendo l’inserimento degli effetti non visivi della luce nella regola tecnica per i luoghi di lavoro ASR A3.4. Il documento informativo della DGUV descrive invece lo status quo e viene sottoposto a periodici controlli volti a verificarne il grado di aggiornamento.

Procede nel frattempo il dibattito circa il compito che, dal punto di vista della prevenzione, la normazione è chiamata a svolgere in questo ambito tematico e con ciò, p. es., circa l’inclusione nelle norme di requisiti in fatto d'istruzioni per l'uso delle lampade. La KAN continua inoltre a seguire da vicino tanto l’attività di normazione europea e internazionale quanto il dialogo con i lavoratori, i datori di lavoro, l’industria dell’illuminazione nonché altri gruppi interessati rilevanti.

 

 Gerold Soestmeyer                        Dr. Anna Dammann
beleuchtung@bgrci.de              dammann@kan.de

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